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| Isola di Capo Rizzuto |
Cinquanta chilometri
di costa protetta, una fetta di Mediterraneo tutelata con amore con tutta la
sua flora e fauna; un “grande acquario” nel quale i pesci e la vegetazione marina non corrono rischi di alcun genere e vivono solo
secondo i ritmi che la natura detta dai primordi della storia della terra.
La Riserva Naturale Marina “Capo Rizzuto”, istituita con decreto interministeriale
nel dicembre del 1991, è prima di tutto questo: un angolo di Mediterraneo al
sicuro. Ma accanto al principale aspetto della protezione
ambientale, che lascia pensare alla Riserva Naturale Marina “Capo Rizzuto”
come ad un acquario, c’è l’esigenza di salvaguardare anche le vocazioni di
sviluppo economico del territorio che si affaccia sullo specchio di mare
protetto.
L’esigenza, cioè, di far sì che la riserva marina non sia soltanto
un pezzo di mare racchiuso in una bolla di vetro, destinato ad appagare solo
la passione ecologista. La riserva marina deve essere anche occasione di
sviluppo per la gente del posto. Uno sviluppo, naturalmente, “sostenibile”,
compatibile con la necessaria salvaguardia dell’ambiente. D’altra parte, la
stessa legge del 1982 (n. 979) che ha previsto l’istituzione delle prime riserve
marine, dà delle stesse una definizione che ha riguardo non solo
all’importanza scientifica e naturalistica. Stabilisce, infatti, l’art. 25: “Le riserve naturali marine sono
costituite da ambienti marini; dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di
costa prospicienti che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche
naturali geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla
flora e alla fauna marine e costiere e per l ‘importanza scientifica,
ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.
Il paesaggio marino della Riserva “Capo Rizzuto” è
d’indubbio effetto scenico, grossi canaloni creati da enormi massi,
“cigliate” che degradano fino a 40-50 metri, praterie di posidonia, una vera
e propria pianta che vegeta essenzialmente nelle acque del Mediterraneo; la
stessa, oltre ad ospitare una gran quantità e qualità di specie animali,
produce circa 14 litri d’ossigeno al giorno per metro quadro. Un mondo
d’anfratti e pertugi dove vivono, tranquillamente: aragoste, magnose,
donzelle, murene, gruppi di corvine dalle bronzee livree, argentei saraghi,
colorati scorfani dall’arancio al rosso intenso; poi, c’è lei: la cernia,
indubbiamente, la regina del Mediterraneo, sempre più numerosa per la gioia
dei fotografi, sempre più curiosa e tranquilla. |
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